Medale sotto il sole…”Saronno’87″…gradi all’ombra però!!

Vabbè…la scelta non è stata certo intelligente, si sà che il Medale è una parete torrida, ma erano settimane che mi allenavo di brutto in falesia ed avevo voglia di un pò di vuoto.

Col Volpino (non me ne voglia per il soprannome, Franco Volpi) ci catapultiamo, sabato mattina, verso la parete. I progetti, come tutte le sacrosante volte, erano ben più ambiziosi ma il “caldo decisamente caldo” ci ha fatto deviare su una via meno continua sulle difficoltà elevate. Col senno di poi per fortuna!!!! Saronno ’87 si stacca al quarto tiro dalla via dell’Anniversario, seguendo splendide placche e strapiombi per un totale di 11 tiri, massimo di 6c+…con passaggi di spalmo non proprio semplici!! Usciamo dalla via bruciati, coi piedi scoppiati e con una sete stile maratona di ferragosto nella foresta del Vietnam con tasso di umidità al 90%.

Comunque bella parete (l’avevo sempre scartata perchè dal basso la trovavo poco attraente), roccia stupenda e vie di soddisfazione……magari la prossima volta ci vado in inverno!!!

In tutte le foto, il Volpino in action!!!!!!!

Qualido – Magic Line

Eh gia, un pò in ritardo ma ci sono arrivato finalmente………..sia a scalare in Qualido sia a scrivere l’articolo!!!! Scalata il 31 Marzo scorso, dormendo al parcheggio, Magic Line mi ha veramente stupito!!

I miei progetti, ovviamente, erano ben più ambiziosi, celati da un pizzico di curiosità del mio stato di “pelo”…….si insomma, si voleva scalare La Spada Nella Roccia. Di info ne avevo a bizzeffe, motivato ero motivato, asciutta (la parete)era asciutta, il Fog (azzi) c’era (di corpo ma non di testa), …….insomma……ero li.

In un’ora e venti siamo sotto la parete e, trovato un punto comodo per prepararci ad attraversare la cengia erbosa di R8!!!!!!!!, intravedo della preoccupazione negli occhi del Max. Abituato ormai a queste situazioni, vissute in passato con altri compagni, e sapendo le conseguenze se dovessi forzare le cose, opto/iamo alla meno pericolosa ma più lunga alternativa……la linea magica di S.Pedeferri. E detto tra di noi……mei isè!!!!

Saliamo le meravigliose placche a comando alternato, a patto che dal 6b in su tiri io……ma il Max forse ha preso la sindrome di Sandrini……l’è mai forte e l’è mai alenàt!!!! Viene su come un camoscio da tutti i tiri!!

Inutile specificare che il tiro di 7c (/b+ per altri) non l’abbia fatto a vista…..di incastro non aveva nulla, di dulfer aveva tanto…..tanto……svaso!!!!!!Mentre salivo mi stupivo fosse solo 7c!!

Bella linea davvero e, non per fare il vecchio saggio di turno, da non sottovalutare!! La chiodatura è distanziata anche sui tiri chiave, e spesso un volo puo comportare cadute su cenge o grattugge x metri e metri sulle placche!! Ma almeno ci sono gli spit. Personalmente consiglio di portare una serie di Cam fino al 3 e 10 rinvii con 4 moschettoni liberi. Nuts non ne abbiamo usate, e la fessura di 7c ha degli spit ogni 6mt, al massimo ci si cala e si recuperano i friends intermedi (se avete il livello x l’on-sight non portateli neanche perchè è difficile proteggere la fessura svasa in continuità).

FINALMENTE!!!!!! Prima Ripetizione Invernale Di Dr.Gore e Mr.Pile al Cornetto di Salarno – La Via Più Dura Dell’Adamello

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Beh, come prima via della stagione non c’è male considerando solo due uscite su roccia in tutto inverno!! Tante grazie Dario per avermi ascoltato, e prego per il bel pacchetto completo che ti ho riservato!!

Transatlantico………….Controvento…in tutti i sensi!!!

12/11/’11 Ok, stavolta niente foto…la macchina fotografica è rimasta nel cassetto della sala. Comunque, io e Marco B. andiamo ugualmente a scalare…o meglio a prendere freddo sulla parete del Transatlantico in Valle del Sarca. Il primo tiro di 7c, lo affrontiamo quasi in maglietta, data l’esposizione momentanea al sole, ma verso le 11.00 ci troviamo in balia di un moderato vento di Ora in piena ombra e sprovvisti di abbigliamento adeguato sia per chi scala che per chi fa sicura. Vabbè, saliamo pure il meraviglioso tiro di 7c+, spingendoci ben oltre le possibilità umane salendo anche l’ultimo di 7a+ (boulder a metà tiro durissimo!!!). In sostanza una giornata a strizzare microtacche e le chiappe per il freddo!
Avrei voluto provare a scrivere queste quattro righe col mio nuovo iMac, ma non riesco neppure a capire come aprire le cartelle….tempo al tempo, in fondo c’ho messo 10 anni a capire come inviare una mail!!
Consiglio comunque un giro alla parete per la qualità elevatissima della roccia e per le numerose palline da golf recuperabili sul sentiero tra il campo e la pista da cross.

16 ottobre 2011…una data che mai dimenticherò per il resto della mia vita…La Prima Ripetizione di Atlantide accompagnerà questo ricordo

Io e Sandro partiamo alle 3.30 da casa mia per una corsa in Concarena…dal progetto per la Nord del Cervino, sfumato per una discussione al telefono con Beppe, al diedro dello Spiz di Lagunaz rimandato per la febbre di mio figlio, decido di andare a ripetere finalmente la tanto temuta e irripetuta via Atlantide, aperta da Beppe Chiaf e Matteo Rivadossi nel lontano 1999. Con la macchina risaliamo la strada ripidissima che sale alla Baita Iseo, e ci spingiamo oltre le ultime malghe. Nessuno di noi conosce la zona, e la luce delle nostre frontali di certo non ci aiuta nell’individuare la traccia. Così prendiamo il canalone principale, visibile dalla valle, e lo risaliamo. In 2 ore e 15 minuti raggiungiamo l’attacco di Atlantide. I nostri imbraghi oggi pesano più del solito. Con noi abbiamo circa 40 chiodi, cordoni ed anelli di calata. Non potendo bivaccare causa lavoro, ed avendo ormai giornate corte, avevamo preventivato una discesa in doppia per i 900mt di parete su cui sale la via. Ci alterniamo nei tiri, non senza fare fatica nell’individuare la linea a causa dei pochissimi chiodi lasciati e, altra beffa, molti di quei pochi sono nascosti da ciuffi di erba o mimetizzati dalla ruggine. Iniziamo, sosta per sosta, il riattrezzo delle soste, permettendoci magari di spostare la posizione dell’originale su cenge o nicchie vicine. Arriviamo sulla cengia detritica mediana disorientati…strapiombi e camini si impennano innanzi a noi. La relazione scaricata dal blog di Beppe non è molto chiara a questo punto della salita. Riusciamo ad interpretarla, per culo, cosi procediamo tutto a dx della cengia in prossimità dell’evidente diedrone del primo pilastro. Attrezziamo l’ultima sosta su un solo spit piantato dagli apritori, non potendo piazzare nient’altro a causa della roccia compattissima. Evitiamo la cresta di 250mt da fare a piedi per raggiungere la vetta visto che son gia le 16.00 e ci aspettano almeno 15 calate da fare entro le 3 ore che ci separano dalle tenebre. Ed infatti 3 ore sono state, ma con l’unico inconveniente di dover buttare le corde a causa dei massi caduti che le hanno praticamente tranciate in piu punti. Tocco il nevaio coi piedi quando mi arriva la triste telefonata di Rossella, la moglie di Beppe. Da quel momento tutto per me si è capovolto…l’ambizione, i progetti, la competitività, un’amicizia, un compagno, i sogni, la certezza e la sicurezza di avere accanto a me il mioamico e compagno di una vita Beppe. Per il resto avete letto tutti sui giornali i risvolti. Un saluto ed un abbraccio vanno in primis alla dolcissima moglie Rossella Chiaf, al papà Luciano e alla mamma Carla, alle sorelle Beatrice Elisa Linda, allo zio Andrea (compagno di Beppe quando ancora era un alpinista “normale”), allo zio Pierangelo e allo zio Mario,con rispettive famiglie. Un abbraccio vorrei rivolgerlo anche a tutti quelli che almeno una volta si sono legati con Beppe, attraverso una corda, una chiaccherata o una suonata. Penultimo, ma non per importanza, all’amico Andrea Tocchini che anche lui, come molti di noi, ha perso il suo Maestro ed amico di nuove avventure e scalate. Una forte stretta di mano ,infine, vorrei rivolgerla a te Schueps (così lo chiamavo), come si fa tra capo e dipendente, da amico ad amico, da compagno a compagno….ciao Guerza