ADAMELLO WINTER CROSSING

Raccontare il dopo di un’impresa del genere è sempre molto difficile e alquanto riduttivo. Si fatica riuscire a trasmettere, con l’utilizzo delle sole parole, tutte le emozioni e la fatica che abbiamo provato nel portarla a termine: solo due mesi fa proponevo ai miei amici, Giovanni Pavanello e Sandro Fabbri, una delle tante idee folli che ormai mi appartengono da molti anni.

Detto fatto, iniziamo tutti e tre ad allenarci in bicicletta: chi di giorno, chi di notte, chi sui rulli, tra influenze, mal di schiena e torcicolli… eh sì, perchè non dimentichiamoci che l’età del trio oscilla dai miei 36 anni ai 47 di Sandro.

Purtroppo quest’ultimo deve abbandonare il progetto, forti dolori alla schiena lo impossibilitano negli allenamenti e una traversata di questo genere potrebbe creare non pochi problemi anche al resto del gruppo; decide cosi di farci da supporto logistico.

A questo punto vi chiederete per che cosa ci stavamo allenando e di quale supporto logistico necessitavamo… semplice, partire da Brescia in bici, raggiungere il Pian Di Neve dalla Val Salarno con gli sci, scendere dalla Val Folgorida e riprendere le bici a Pinzolo per raggiungere di nuovo Brescia.

Ecco che ci ritroviamo, quindi, venerdi 15 marzo alle 20:00 in Piazzale Arnaldo, io e Giovanni in sella alle nostre bici (due cancelli di 20 anni fa) seguiti in furgone da Sandro con il resto dell’attrezzatura. Percorriamo, con una media dei 25km/h, la zona della Franciacorta, del Lago d’Iseo e della Val Camonica, intervallando la tirata con qualche sosta per rifocillarci. Arriviamo a Fabrezza, punto di partenza per il Rif. Prudenzini e per il Pian di Neve, che sono ormai le 3 di notte, dopo aver percorso 110km e 1500mt di dislivello positivo. Riposiamo per circa 1.5/2h e, salutato Sandro, risaliamo in scarpe da ginnastica con sci sullo zaino la valle Salarno fino al Rifugio Prudenzini dove, inforcati gli sci, ci portiamo verso la Vedretta di Salarno. Da qui nascono i primi problemi oggettivi.

Con le prime luci del sole che illuminano le pareti ed i canali dei Corni di Salarno, molteplici slavine scaricano quintali di neve verso la seraccata che stiamo risalendo.

Il pendio dove ci troviamo ha uno strato di crosta non portante molto pericolosa anche perché stiamo tracciando sprofondando per circa 20/25cm nella neve.

Raggiungiamo finalmente la distesa del Pian di Neve, avvolti da inaspettate e violente raffiche di vento. Togliamo le pelli e ci portiamo verso il pendio che porta al Passo delle Lobbie. Centinaia di sci alpinisti salgono e scendono dalla Cresta Croce e dal Cannone, la maggior parte sono in preparazione per la massacrante gara scialpinistica prevista tra pochi giorni a cui avevo partecipato anni fa, l’Adamello Ski Raid.

Arriviamo al Rif. Lobbie e ci portiamo un poco verso il Passo delle Topette per constatare, nostro malgrado, che le condizioni del manto nevoso provocherebbero certamente diversi distacchi, in quanto, per affrontare la prima parte della discesa, bisogna fare un taglio orizzontale della conca sommitale completamente impiccata al sole.

 

Torniamo cosi al Rifugio, e al mattino presto saliamo in vetta alla Lobbia Alta (3196mt) e via di corsa verso il Passo delle Topette. Nonostante siano le 8.30 la neve è gia cotta dai primi raggi del sole, ed il taglio del pendio va affrontato con molta attenzione e lucidità. Più ci abbassiamo di quota e più entriamo nel bosco, la sciata si trasforma presto in ravanata ma finalmente dopo circa due ore siamo in Val di Genova. Ci spingiamo sulle racchette attraverso il falsopiano fino ad arrivare alla sbarra in fondo valle dove ci aspetta Sandro che urla più di noi da quanto è orgoglioso dei suoi due “nipoti” adottivi.

 

Rapidamente trangugiamo un toast e una birra ed ecco che rimontiamo in sella per affrontare la finta discesa che da Pinzolo porta a Brescia… eh sì, perché ci sono ancora 600mt di dislivello positivo e 110km!!

Giungiamo a metà pomeriggio in Piazzale Arnaldo, dopo aver percorso un totale di 220km in bici e più di 4000mt di dislivello, accolti da un folto gruppo di amici oltre a mia moglie e i mei due bambini. Stappiamo un’ottima bottiglia di prosecco e festeggiamo così una bellissima traversata ad anello del gruppo dell’Adamello, fatta di passione e buone gambe; ed ovviamente i progetti futuri dilagano e prendono il sopravvento sulla razionalità, ma sta proprio qui il bello di poter sognare, provare e riprovare e continuare a sognare.

Ciao Guerza

Si ringrazia RUKKA ed ICEPEAK per l’abbigliamento tecnico;

BRASI SPORT per l’attrezzatura sci ATOMIC;

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MERCATINO NUOVO USATO

Ciao a tutti, a scanso di equivoci vi comunico che il mercatino non è stato più aggiornato da circa 3 anni. Ho risposto alla maggior parte delle persone che mi hanno scritto. Ormai la forza dei vari mercatini su FB ha soppiantato il caro e vecchio rude mercatino in cantina.

Buon Outdoor a tutti

Guerza