Via “Heaven” 240mt ED III SR2

Finalmente!!!! Mercoledi 04/08/2010 io e Beppe siamo tornati in Catinaccio, come ci eravamo promessi, ed approfittando di una finestra di tempo stabile abbiamo concluso la via addocchiata 3 anni fa ed iniziata domenica scorsa.

Ora, lo posso svelare, la Pala Della Ghiaccia conta un’altro capolavoro di logicità e stile: eh si, perchè la Via “Heaven” (dedicata al nostro povero amico Michele Avanzi precipitato mentre praticava Base Jump) segue una serie di placche e diedri di roccia superba e dalla chiodatura allegra.

Tutto il materiale è stato lasciato in parete e comprende 24 chiodi e 17 fixe inox (comprese le 5 soste che ne hanno 2).

La via ha uno sviluppo di circa 240 mt e, come detto, è stata divisa in 5 tiri; tutti MOOLTO lunghi. E’ stata salita in rigorosa scalata libera, fermandosi sui cliff solo per piantare i fixe. Le difficoltà raggiungono VIII°/6c+, quindi per una ripetizione non sofferta,m conviene essere ben allenati.

-Il primo tiro, di 40 mt, attacca all’imbocco del canale a sx della parete (visibile alla base un ometto e un cordino in un sasso incastrato) e si sviluppa su placche inizialmente ben appigliate, ma poi l’aderenza su buchi svasi e reglette comincia a prevalere. La difficoltà è stata valutata max VI°, con 2 chiodi e una clessidra di protezione.

-Il secondo, di 50 mt, è forse il tiro più carogna. Dalla sosta ci si alza su un bombè a buchi svasi con protezioni distanziate, poi obliquando a dx si raggiunge il fixe che protegge un intenso incrocio verso dx…poi per placche si raggiunge la sosta. Difficoltà: max VIII-, 5 chiodi e 2 fixe.

-Terzo tiro….è qui che 3 anni fa il muro sovrastante ci ribatteva indietro….60 mt di placca, placca e ancora placca, difficilmente scalabile ( da noi umani) senza l’utilizzo di protezioni a fixe. Partiti sui primi metri protetti a chiodi, si ha l’impressione che il muro sovrastante voglia schiacciarti…qui troviamo moschettoni e chiodi aggiuntivi di calate effettuate, forse, da cordate che o sbagliavano via o volevano rubarci l’idea. Qualche fixe protegge, con passi obbligati, il famigerato muro ma poi ancora (sarò ripetitivo) si procede per placche. Difficoltà max VIII, 5 fixe e 9 chiodi.

-Quarto tiro: Finalmente Si Respira. Un tiro inizialmente impegnativo, a causa di un boulder che parte dalla cengia verso dx, poi per diedro e traverso verso sx porta ad una serie di buone manette che conducono in sosta. ATTENZIONE A NON SBAGLIARE IL TRAVERSO (l’abbiamo segnalato bene con dei kevlar). 45mt, V+, 2 chiodi e 4 clessidre.

-THE END, ovvero quinto tiro. Altro tirone da 50 mt che parte su  placca a buchi, traversa in aderenza (passo chiave expo) a dx e poi spara a razzo in sosta su sequenze più dolci. VII, 5 chiodi e 2 clessidre.

NB. Il Bus-Navetta per il rif.Gardeccia fa la prima corsa mattutina alle ore 7, e l’iltima dal rifugio alle 19. Costo 5,00 euro andata e 5,00 euro al ritorno.

N§B. Presso il libro quaderno delle vie del Rif. Gardeccia è stata lasciata la relazione che ora vi allego.

A questo punto spero che qualcuno vada a ripeterla, consapevole del fatto che tornerà entusiasta.

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3 thoughts on “Via “Heaven” 240mt ED III SR2

  1. Sabato 21 agosto, partenza ore 04:30 da Cremona. Siamo io e Francio, destinazione Catinaccio, Pala della ghiaccia.
    Durante il noiosissimo viaggio in autostrada, fra una cazzata e l’altra, valutiamo quale via potremmo affrontare oggi. Le ipotesi convergono verso la parete ovest della Pala della ghiaccia: Weiss-Battisti-Colli oppure Heaven. Francio è più propenso alla prima mentre io punto alla seconda, la possibilità di effettuare una prima ripetizione, magari “clean”, mi alletta…
    Sono circa le 8:10 quando la navetta parte, durante il tragitto rompo l’anima a Francio tentando di convincerlo. Quando arriviamo alla base della parete notiamo che sulla Weiss c’è già una cordata da tre persone non può più dirmi di no.
    Attacchiamo il primo tiro, la roccia è subito super compatta. Probabilmente un errore di lettura mi porta fuori via ma rientriamo subito alla prima sosta. Da qui parte lo strapiombo nero. Un paio di passaggi duri per arrivare al primo chiodo, poi fino al fix che protegge l’uscita dallo strapiombo. Qui un paio di appigli più piccoli conducono ad un maniglione che aiuta a ridurre il battito cardiaco. Il tiro finisce su placche tecniche ma facilmente addomesticabili. Il tezo tiro: spettacolo! Si parte con un bel boulder su placca poi si continua su roccia incredibile fino in catena (sono reduce da un viaggio a ceuse e questo tiro non mi fa rimpiangere nemmeno un momento il blasonato calcare francese…). La prima parte a chiodi normali è protetta in modo esemplare, non lascia spazio ad esitazioni. Anche la seconda sezione un poco più dura, grazie agli spit vola via liscia. Poi un bel runout per arrivare in sosta con la corda che tira nonostante abbia allungato tutti i rinvii (portatevi molti cordini per allungare i rinvii). Il quarto tiro vola via liscio, anche qui conviene allungare benissimo le protezioni! Attenti al traverso, stare molto bassi. L’ultimo tiro. Tiro dritto al secondo chiodo per evitare attriti, poi su nel diedro. Un attimo di convinzione per uscirne ed affrontare i passaggi in placca, facilitati da un buonissimo chiodo. Stringo una tacca, alzo il piede in aderenza e finisco in un buco enorme con la mano destra: la via è finita. Ancora pochi metri, poi discesa in doppia rapidissima.
    Grazie al mio socio Francio per non avermi mandato a cagare troppe volte…

    Ancora complimenti ad Andrea e Beppe!

    Bella via, da ripetere!

    ciao a tutti,

    marco

  2. Innanzitutto complimenti…
    Ho passato molte ora con il binocolo davanti alla parete della pala della ghiaccia, seduto sul sentiero delle scalette…impressionato dalla verticalità di questa parete nascosta tra i dirupi del Larsec, trovando una linea logica tra placche e piccole fessure.
    Quando sono tornato per tentare di aprire questa nuova via, ho trovato il segno del vostro passaggio e incuriosito ho fatto i primi tre tiri, bellissimi, su placca compatta. Giunto alla sosta ho accoppiato un chiodo e mi sono calato.
    Non volevo assolutamente rubarti l’idea, ma evidentemente avevamo adocchiato entrambi la linea su questa parete!
    Anzi complimenti!Tornerò a farla!

    Ciao

    Michele

    • Ti ringrazio tantissimo per le belle parole ed i complimenti. Io ed il mio amico Beppe l’avevamo iniziata qualche anno prima ma avevamo desistito alla placca del terzo tiro senza gli spit……purtroppo!!
      Il nome della via era stato dedicato al nostro amico Michele Avanzi precipitato col paracadute…..ora si può dire appartenga anche al compagno di apertura Beppe Chiaf precipitato dal Cervino due anni fa.
      Gli avrà sicuramente fatto piacere il tuo commento.
      Grazie davvero
      Andrea

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