Dopo 6 Anni Di Nuovo Cividate Camuno

Da un mese a questa  parte il meteo è inclemente con noi alpinisti, quindi, non ci resta che sfruttare i buchi tra una piovuta e l’altra per sgrancirci un pò le dita e perchè no toglierci pure qualche soddisfazione in falesia.

Partiti alle 8.30, io Malò Paolino e Andrea Com, arriviamo alla falesia che 6 anni fa avevo tanto snobbato.

Bastano pochi tiri di riscaldamento però che al secondo giro chiudo “Zandalee”, bel tiro di continuità e dita di 7b+.  Mi sento in gran forma, sarà per la dieta a zona iniziata da due giorni e/o per le sedute di resistenza al Roc Palace con Malò e Tiziano.   Tantè che dopo qualche minuto provo “Il Danno” 8a, riuscendo nella soluzione del passo chiave in breve. Ecco che un altro progetto e obiettivo mi si prospetta per i prossimi weekend uggiosi di questo autunno inclemente.

Per chi, come me, aspetta la polvere x il freeride, posso consolarvi informandovi che in Val Camonica la neve è scesa molto bassa!!!!!

Haluti a tuch!!!!

Un Sabato alla Rota

…che dire……belle giornate quando si lavora…..tempo del cavolo al weekend……

Tutto sommato un bel sabato di dita alla Rota, tra un tentativo e l’altro su “Punto Nero” -lunga- (8a) e una risata e l’altra ancora con gli amici di sempre del Roc, Madda e dintorni.

Ho colto però l’occasione per visitare il settore dove Ondra ha liberato quella via di 9a+….grottone raso terra e vie verticali molto corte ma molto intense. Al momento il livello minimo richiesto si aggira sul 7b+.

Tanto per riempire la pagina, devo informare che un paio di settimane fa il Berni Rivadossi della Val Camonica (mostro sacro del free-climbing restio alle interviste e sponsor) ha fatto una visita presso la falesia da me chiodata “San Gallo Nuova”…Si liberato una delle tante vie insalite gradandola 8a+ al secondo giro, e annusato un’altra di probabile 8b. Mica male dai!!!!!!!

Quindi, vi invito a farci un giro, sono tre settori molto belli per un totale di circa 35 vie, dal 4° al ……. fino al mese scorso 8a, ora grazie al Berni 8a+…..avanti popolo!!

Altra storia da segnalare è che sono ad un terzo della scannerizzazione delle diapositive in digitale, cosi creo anche una fotogallery…

ciao

La Rosa Dei Venti

Semplicemente grandiosa, stupenda, durissima e….selettivissima!!!

Ovviamente quanto detto non vale per Luca Gatti che, senza tanti giri di piedi e di dita, ha salito l’intero itinerario in completa arrampicata libera ed on-sight!!!!

Che fosse un fuoriclasse, anche a livello italiano posso tranquillamente affermare, lo sapevamo ma ogni volta vederlo scalare è come avere davanti una persona che adopera più il movimento che la forza. . .ogni passaggio, ogni movimento, ogni strizzata è tutta calibrata e proporzionata al suo autocontrollo, e vi assicuro che ne ha tanto, veramente tanto!!

Comunque, partiti alle 5.40 da Brescia, attacchiamo tra un cespuglio e l’altro la via in oggetto. La parete è gremita di cordate: Dudaev, Loss Pilati, Senza Chiedere Permesso e noi su La Rosa Dei Venti.

Subito ci accorgiamo che quanto menzionato sulla guida conferma quanto stiamo scalando, ovvero i gradi proposti da Larcher sono decisamente stretti. Bastano pochi tiri per farmi arrancare piu che scalare, cosi da passar felicemente lo scettro a Luca che, piu che contento, saltella tra un 7b+ e 7c+ come se fosse in falesia, dimenticando la considerevole distanza dei fixe.

La scalata è molto impegnativa, non solo a causa del grado sostenuto e dalla chiodatura S3+, ma anche dai complicati movimenti su appigli mai netti ma molto svasi, e i piedi sempre e perennemente in aderenza su muro moolto verticale.

Comunque, tiro dopo tiro, arriviamo alla cengia che anticipa l’ultimo tiro, di relax di 6b!!!!!!

Sono avvolto dai crampi ad avambracci e mani, questo tiro toccherebbe a me, ma non sono proprio in condizioni per salirlo……e col senno di poi meno male!! Luca attacca lo strapiombo e dopo circa 12-15 metri, a circa 5mt dall’ultimo fixe, stacca un “comodino con ante” da sotto i piedi riuscendo a stare attaccato con le mani congelate dal freddo e dal vento a due piccole tacche. La via non ha ancora mollato e l’uscita è per fortuna attrezzata di cordino marcio per evitare di scalare due metri su vera e propria terra verticale!!

Il buon Mario Prinoth me l’aveva detto: la via è molto dura, ed al dila del grado la scalata è molto difficile. Mi pare di ricordare che mi avesse anche detto di non esser riuscito nell’on-sight del tiro chiave di 7c+, ma questo è un ricordo un po annebbiato dagli anni. In ogni caso oltre a fare i complimenti a Larcher e compagni per il capolavoro, li devo sicuramente anche al compagno Luca, che ha salito forse la via piu dura della Valle del Sarca con pochissime ripetizioni, ed ancora di meno a vista.

La Rosa Dei Venti   –   250mt 8lung. 7c+ (7b+ obbl.)/S3+/III   –   Piccolo Dain

L1;6c 35mt 7spit – L2;6b 30mt 8spit – L3;7b 45mt 11spit – L4;7b 25mt 7spit – L5;7b+ 35mt 9spit – L6;7c+ 35mt 9spit – L7;7a 45mt 5chiodi 8spit – L8;6b 25mt 5spit

PS. Invito tutti a visitare il sito www.albertomalinverni.com , dove potrete trovare il video di Luca Gatti e Mario Cavagnini della via Hotel Supramonte nella Gola del Gorropu in Sardegna.

Via “Bepi Mazzotti” Piccolo Dain

Il forte Larcher ce l’aveva decantata come una bellissima via su roccia ottima…non è proprio così!!

Un po dubbioso per quello che mi sarebbe aspettato, sabato decido di fare il “piccolo” a Luca Gatti (fortissimo climber di Breno…8a+ on sight e 8c+ lavorato, tra l’altro appena tornato da “Hotel Supramonte” altra via del Larcher versione Sarda) che molto allenato vuole tentare la libera, in particolare del penultimo tiro di 8a.

La via, a parte i primi 4 tiri, è attrezzata interamente con chiodi a pressione (stile Marampon), quindi tutto sommato si sta tranquilli se non si ha il grado sufficiente per la libera. Luca affronta tutti i tiri a vista, con una tenacia e una grinta mai riscontrati da altri del settore. La scalata è difficile a causa del continuo spostarsi dalla linea dei chiodi, cercando micro appigli per la progressione e dalla roccia spesso e volentieri friabile e sporca. Riesce a raddrizzare perfino l’ottavo tiro, gradato 6c ma se si segue una fessura dulfer 2 mt a sx della linea, riuscendo a salire una placca d’aderenza su lichene secco e scivoloso…stabilisce un 7a+.

Manca per un pelo l’on sight su  L7 a causa di un appiglio staccatosi praticamente ad un passo dalla sosta, e il penultimo tiro di 8a perchè bagnato.

Ovviamente nel complesso gran bella avventura, anche perchè la salita è molto impegnativa anche se affrontata in stile classico.

Il materiale da noi utilizzato è il seguente:

-2 mezze corde da 60mt e 15 rinvii (se si affronta in stile classico portarsi una serie di friends fino al 3 cam).

Da L7 in poi tutte le soste sono a fixe inox M10.