Voglia Di Artificiale…Voglia Di Nuove Emozioni…Ritorno in Valle dell’Orco per la Via Della Rivoluzione

Dopo aver contattato Valerio Folco per qualche consiglio sulla via piu indicata per cominciare, ecco che io ed il mio fidato prode Pippo, partiamo carichi di materiale da artif e molti punti di domanda per quello che ci aspetterà in parete.
In realtà ,l’idea, ci è venuta in previsione di un ,forse prossimo, viaggio verso la Yosemite Valley.
Le scelte per la parete del Caporal erano 3 ma ,per non fare troppo gli sboroni, abbiamo optato per la piu chiodata, ovvero la Via Della Rivoluzione, gradata originariamente 5a/A3/R2/II 150mt 5lung.
La via è davvero molto chiodata, anche se non nego di aver inserito un cliff, 2 micronut, 3 friend ed un chiodo (rimettendoci il mignolo con una forte martellata fuori squadra con la mazzetta da 900gr di Jim Bridwell).
Il primo tiro è un bel 6a+ power in fessura dulfer, seguono i 2 in artif e gli ultimi 2 di altrettanto 6a+ power, sempre in fessura dulfer. L’ultimo tiro si puo anche evitare per scarso interesse, traversando alla cengia con albero verso dx all’evidente calata della vicina Via Crazy Horse.
Viene altresì spontaneo fare i complimenti al povero Massimo Farina che anni fa liberò la via gradandola solo 7c+!!!!!!!!!!!!!

Bianco: Parete Dei Titani…”Ahi Ahi Ahi”

Ebbene si…con le palle al sole arriva l’ispirazione. In questo momento sto scrivendo da sotto uno dei tanti ombrelloni di Bibione, stile italiano medio convinto che l’aria di mare possa far bene al proprio figlio, e come me ce ne sono altri mille che, impegnati in castelli di sabbia di dimensioni ciclopiche, cercano di farsi vedere piu bravi non dai propri figli, ma dai vicini di ombrellone!!
Di gnocche qui neanche l’ombra….pancioni in crescita o pelle cadente butterata di cellulite, è quello che regala la riviera adriatica in questo periodo.
In verità l’ispirazione di scrivere il resoconto dell’ultima salita, mi è arrivato ieri sera quando, grazie ad un sms di mio cognato Macio, su LA7 davano il film Nanga Parbat che raccontava la tragedia dei fratelli Messner durante la conquista della parete Rupal.
Ovviamente la via che settimana scorsa ho salito col mio compagno Pippo, ha poco di eroico e ancora meno di estremo, ma è sempre bello pensare che tutto fa buon brodo per magari forse chissà speriamo un giorno essere noi i protagonisti di quel film…senza tragedie però!!!
Fatto sta che, come tutte le sacrosante domeniche mattine, ci becchiamo a casa mia ore 4.00. Partenza intelligente contro il traffico????!!!!! Alle 7.30 siamo gia al parcheggio della Val Ferret e dopo 35min siamo all’attacco della parete. Non si capisce come Piolà possa aver intuito 3 linee molto belle in una parete cosi, mi permetto di dire, cessosa rispetto alle offerte del Bianco. Certo è che la roccia ed i tiri sono davvero da cartolina (se presi singolarmente, con la luce giusta, una buona fotocamera, un buon fotografo, ed un ritocchino con photoshop).
Attacchiamo, ovviamente, la via piu difficile delle tre, valutata ED- e 7a. La prima parte si svolge, come per le altre vie, su placche di aderenza di 6a, poi la parte si impenna e le difficoltà aumentano. Tutto si svolge normalmente e anche molto velocemente ma ad un tratto vediamo qualcosa che ha dell’incredibile….quanto vedrete spiegherà le teorie sull’evoluzione animale e prossimo sopravvento delle marmotte sugli alpinisti::::::::::::::::

Ad un certo punto la vediamo salire in free solo sulla placca strapiombante con bombè che ,credetemi, sarà stata almeno 6b!!!

Noi procediamo, salendo non proprio tranqui il tiro di 7a ma avendo la meglio sia sullo stile che sul risultato.
Arrivati in vetta, lo spettacolo è il classico della zona, col Triolet che padroneggia e la valle che rende il tutto molto Patagonico.
Nel complesso posso comunque dire che la girata ne vale la pena. Non ci sarei mai andato a scalare, lo ammetto, se non fosse stato per la richiesta di Pippo (in fase di allenamento psicofisico) e per il meteo un po instabile in Marmolada. Si puo partire tranquillamente da Brescia per le 7.00, alle 11 si attacca la via e in base alla velocità della cordata si è all’auto molto prima del buio.

Beh adesso vi saluto…mi sa che Giordano ha bisogno del cambio pannolino…è alpinismo anche questo in fondo!

PS. sono spiacente se non vedete molte foto di arrampicata, ma nonostante abbia speso 400€ di macchina foto, Pippo non ha ancora imparato come funziona l’attesa per la messa a fuoco…penitenza, non pubblico neanche le sue (fatte bene dal sottoscritto).