Sabato Coitus Interructus………Domenica Specchio Di Sara La Parete Sud Della Marmolada Colpisce Ancora

Poche parole….per questo articolo vorrei spendere poche parole ma far parlare molto di piu le fotografie. Ho scelto come spazio fotografico le immagini che riprendono i tiri piu significativi e la roccia piu bella, oltre a quelle del compagno che era con me, il fortissimo Luca Gatti, che senza mai aver utilizzato nella sua vita friends, nut e tricam, sale on-sight la sportiva Coitus Interructus di Larcher (7c+/8a) e la semi alpinistica Specchio Di Sara di Giordani (7c). Per quanto mi riguarda, è stato un weekend di inaspettate soddisfazioni, talmente inaspettate che ancora faccio fatica a rendermi conto di aver salito La Via per eccellenza che piu mi turbava i sogni marmoladiani…
Anche se poi, sempre a parer mio, la roccia si è rivelata meno bella di quel che credevo e la via mooolto piu pericolosa, difficile ed alpinistica di quel che pensavo (consiglio per chi non ha il grado di Luca di portarsi chiodi, serie di cam fino al 4, serie di tricam e nuts, kevlar sottili per le clessidre, almeno un cliff tipo Stubai), la soddisfazione è incalcolabile. Certo, penseranno molti, avevo con me il jolly che mi poteva assicurare la riuscita della via….ok, sono consapevole del fatto che sarei salito con uno stile meno pulito del suo se fossi stato con un mio pari, ma vi assicuro che partire da secondo da una sosta a chiodi che si muovono, su un tiro di 7c, e farsi un traverso di 8 mt e altrettanti metri in verticale prima di trovare il primo rinvio di protezione richiede un gran pelo psicologico e tanto, tanto autocontrollo per evitare lo strangolamento del compagno che non recupera la corda come vorresti!!!!
OVVIAMENTE LUCA STO SCHERZANDO!!!!!!!ma non troppo…….
Comunque buone scalate a tutti, e se avete intenzione di ripetere Specchio di Sara in completa arrampicata libera allenatevi di bruttttttttttttoooooooo!!!!!

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Tempi Modernissimi-Sass Dle Undes-Marmolada

Ormai erano 2 weekend che buttavo via a causa del caldo torrido trovato in Val Di Mello e Qualido, cosi avevo bisogno di ritrovare un po di fresco e nuovi stimoli.
Arriva, come un orologio svizzero, la telefonata di Luca Gatti che mi chiede di portarlo in quale posto dolomitico ad allenarsi un po per un suo arduo progettone settembrino. Mi accena di un posto chiamato Marmolada…apriti cielo, non capivo piu nulla.
Partiamo sabato mattina ore 04.30 dal Mac Donald di Brescia e alle 07.30 siamo al Passo Fedaia…destinazione Tempi Modernissimi. Ci mettiamo circa 45-50 minuti per l’avvicinamento, al contrario di quanto indicato dalla guida che ne indicava 20-30. Vediamo,dall’attacco, due linee che partono in comune ma mentre una chiodata a spit vecchi sale dritta verso l’alto, l’altra va verso sx e presenta chiodatura mista fixe e spit.
La via è anni ottanta, e Mariacher non usava di certo il trapano, quindi su dritti. Ovviamente canniamo, Luca che si fa un bel tiro marcio di 8a+ arriva nel nulla a circa 2mt a dx dalla sosta giusta (era la linea di sx da prendere!!!!), quindi si fa calare e riparte da vero etico x il tiro giusto gradato 7c+.
Il vento è stato nostro compagno sin da quando siamo partiti dall’auto, ed il ghiaccio in giro conferma le temperature rigide della giornata.
Luca arriva in sosta quindi, intirizzito, parto io a ruota. Chiodatura lunga e severa su roccia a scaglie gialla veramente smarsa!!! Di corsa arrivo da lui e passati i rinvii, i friend e il resto del materiale avevamo deciso di lasciarlo in macchina, parto sul tiro di 7a+. Mi lego ansimante in sosta e Luca, letteralmente congelato, mi raggiunge pronto a partire sui prossimi due tiri di 7b, io mi sarei pippato due di 7a. Riesce, anche qui, nell’on-sight dei due tiri i quali, dice lui, sono chiodati piu lunghi e pericolsi di Hotel Supramonte!!!!
Mi sta passando i rinvii in sosta quando ci accorgiamo che inizia a nevicare. Bella storia pensiamo, in effetti la via non ci stava proprio piacendo sia per la roccia non certo da parete Sud, sia per il vento e il freddo che ci stava facendo barbottare da qualche ora. 3 doppie siamo alla base, ma proprio mentre stavamo facendo i calcoli sui tempi per raggiungere il Rif. Falier e scalare l’indomani sulla Sud, nel recuperare la corda questa si impiglia……tira…tira….tira…..in una frazione di secondo mi arrivano 60 mt di corda elastica nell’occhio sx, cosi forte da farmi cadere a terra tramortito. Lo spavento che ne è seguito però non potrò mai dimenticarmelo. Luca mi aiuta nel rielzarmi, faccio per aprire gli occhi doloranti quando mi accorgo che dal sinistro ho compèletamente perso la vista. Per le seguenti 2.30 ore non vedo nulla…ne ombre ne luce ne nulla. Ci precipitiamo a Brescia alla Poliambulanza, mentre la situazione migliorava pian pianino. Alla fine occhio da pugile e vista annebbiata tuttora.
Comunque al di la della brutta esperienza, sconsiglio la salita in quanto chi pensa di godersi una stilosa scalata su roccia da urlo è un povero illuso. Alcuni spit saltati sono stati sostituiti da fixe, e molti di quelli non ancora saltati sono per un terzo di bussola a sbalzo. Peccato, mi è proprio dispiaciuto avere una cosi forte delusione per una via che sognavo da anni….senza poi calcolare il dazio pagato alla fine.