Via Valentino- Tognazza- Lagorai

Ancora una volta, questo sabato, il mio compagno di scalata è Il Com (Andrea Cominelli)….si sa…..o almeno lo so…….e lo devo sapere…..puntare basso…..sia di quota che di dislivello che di grado……e se ha i coglioni girati pure di strada…..insomma, o si va in Maddalena o si va in Tognazza.
Leggo di questa via su uno dei 400 e più libri di montagna che la mia nuovissima e bellissima libreria offre…mi smona un po il fatto che la roccia sia porfido, il grado di VI e il tiro chiave di 40mt con 3 fixe gradato 6b+ (cavolo proprio facile sta via…troppo accidenti), ma decido che comunque o si va qui o si va in falesia…e giustamente rispetto la sua volontà, FORZATA dal sottoscritto, e si parte alle 4 da Brésa west. Arriviamo al parcheggio, accompagnati dai 6 gradi °C del Passo Rolle sporco pure di neve della fioccata di settimana scorsa, che la parete è ancora in ombra. Il tempo di scaricare un po di chili e si parte su per il ghiaione. Attacco la via che i primi raggi ci scaldano la schiena, e subito mi rendo conto che la scalata, seppur inizialmente facile, richiede doti di proteggibilità granitiche non indifferenti. Mi devo ricredere però sulle aspettative riguardanti la sua bellezza….cavolo la roccia è super e la parete bella liscia e fessurata. Tiro dopo tiro, arriviamo a quello di VI+, tutto in fessura ad incastro e dulfer, bello impegnativo, per poi arrivare a quello “fatidico” di 6b+. Mmmmmmm…..divento un poco serio tutto in un attimo….gia i chiodi trovati fin’ora erano tutti marci e si sfilavano (usati friends e nuts a gogo), in piu il tiro va in traverso a sx tutto in aderenza con i piedi ed in strapiombo in uscita con incastri di mano e protezioni non proprio sicure (a parte i 3 fixe presenti su tutto il tiro). Riesco comunque a farlo on-sight, e devo ammettere che ne sono uscito abbastanza provato, anche perchè la corda, dopo il traverso prima dello strapiombo, scorreva sotto ad una scaglia ed è stato scalare come se tirassi una damigiana di vino…rosso preferibilmente!!

Comunque dopo ancora due tiri arriviamo in cima con la parete sud della Marmolada che mi saluta…sentiero in discesa tra le caserme della Finanza ed il Passo Rolle e poi al parcheggio di Malga Fosse. Poi, come sempre, panino, birra, fighe, baita!!!!

Haluti a tuch!!

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Torre Venezia “Ettore Castiglioni-Giorgio Kahn” Parete Ovest

Eccoci ancora in zona Civetta…o meglio eccomi ancora in zona Civetta in quanto solo 2 settimane fa mi trovavo sulla Philipp Flamm col Sandro, non conclusa a causa dei camini bagnati e cascate di acqua e sassi continui…caso vuole che dopo 2 giorni sento il fattaccio sul Pelmo. Ma tantè, tanto rimane sempre la (sperom), e così catto su il mio testimone di matrimonio Andrea Com e lo porto forzatamente a scalare in montagna, dato che è 20 anni che lo sento raccontare della sua IMPRESA sul Dente del Gigante al Bianco e da li ha avuto solo sporadici assaggini qua e la, sempre col sottoscritto, in zona Brenta e Adamello.
Per questo sabato la meteo annuncia temporali e arrivo di precipitazioni per le 16 del pomeriggio, ma la zona di Alleghe sembra la meno peggio delle Dolomiti. Così alle 4 di mattina partiamo da Brescia Ovest e ci precipitiamo verso Moena, Passo San Pellegrino e Rif. Trieste…( alla fine ci è sembrata la strada piu veloce dato che al ritorno abbiamo percorso l’autostrada di Belluno).
Il Com è super teso, è un po che non scala, un po che non va in montagna e un po che non tromba probabilmente….fatto sta che opto pert una tranquilla via classica, giusto per passare una bella giornata con un amico e magari scalare pure una bella parete e una bella via. La via in oggetto mi sembrava la più appropriata al caso, cosi inforcate le scarpette parto per la PROGRESSIONE!!!
Tralascio le mie emozioni ma ci tengo a ricordare quelle del Com. Al secondo traverso comincia a chiedersi come ho fatto a convincerlo ancora una volta a portarlo in parete. A metà via incontra due coetanei che ci precedono e da li si tranquillizza almeno fino al penultimo tiro, quando forti tuoni e nuvoloni binco neri avvolgono la zona. Di corsa e dico di corsa scappiamo verso l’alto, senza però evitare la bella e più dura variante del camino a sx. Quindi raggiunta la terrazza la percorro verso dx e risalgo il diedrone fessurato fino al cengione e poi in vetta.
Discesa rognosa ma tipica della zona, birra, fighe e baita.
Haluti a tuch!!!

E’ Morto Walter Bonatti!!!!!!!!!!!!!!!!!

Roma 10.30….così leggo sul televideo.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo, stringergli la mano e di farmi autografare il sacchetto di carta della Patagonia a Chamonix circa 3 anni fa…….di lui, come quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, ricordo gli occhi, profondi e affaticati dalle mille imprese, e le mani, grosse e ruvide. Uomo di poche parole, ma che in 5 minuti mi ha riempito il cuore di emozioni.
Ciao Walter