16 ottobre 2011…una data che mai dimenticherò per il resto della mia vita…La Prima Ripetizione di Atlantide accompagnerà questo ricordo

Io e Sandro partiamo alle 3.30 da casa mia per una corsa in Concarena…dal progetto per la Nord del Cervino, sfumato per una discussione al telefono con Beppe, al diedro dello Spiz di Lagunaz rimandato per la febbre di mio figlio, decido di andare a ripetere finalmente la tanto temuta e irripetuta via Atlantide, aperta da Beppe Chiaf e Matteo Rivadossi nel lontano 1999. Con la macchina risaliamo la strada ripidissima che sale alla Baita Iseo, e ci spingiamo oltre le ultime malghe. Nessuno di noi conosce la zona, e la luce delle nostre frontali di certo non ci aiuta nell’individuare la traccia. Così prendiamo il canalone principale, visibile dalla valle, e lo risaliamo. In 2 ore e 15 minuti raggiungiamo l’attacco di Atlantide. I nostri imbraghi oggi pesano più del solito. Con noi abbiamo circa 40 chiodi, cordoni ed anelli di calata. Non potendo bivaccare causa lavoro, ed avendo ormai giornate corte, avevamo preventivato una discesa in doppia per i 900mt di parete su cui sale la via. Ci alterniamo nei tiri, non senza fare fatica nell’individuare la linea a causa dei pochissimi chiodi lasciati e, altra beffa, molti di quei pochi sono nascosti da ciuffi di erba o mimetizzati dalla ruggine. Iniziamo, sosta per sosta, il riattrezzo delle soste, permettendoci magari di spostare la posizione dell’originale su cenge o nicchie vicine. Arriviamo sulla cengia detritica mediana disorientati…strapiombi e camini si impennano innanzi a noi. La relazione scaricata dal blog di Beppe non è molto chiara a questo punto della salita. Riusciamo ad interpretarla, per culo, cosi procediamo tutto a dx della cengia in prossimità dell’evidente diedrone del primo pilastro. Attrezziamo l’ultima sosta su un solo spit piantato dagli apritori, non potendo piazzare nient’altro a causa della roccia compattissima. Evitiamo la cresta di 250mt da fare a piedi per raggiungere la vetta visto che son gia le 16.00 e ci aspettano almeno 15 calate da fare entro le 3 ore che ci separano dalle tenebre. Ed infatti 3 ore sono state, ma con l’unico inconveniente di dover buttare le corde a causa dei massi caduti che le hanno praticamente tranciate in piu punti. Tocco il nevaio coi piedi quando mi arriva la triste telefonata di Rossella, la moglie di Beppe. Da quel momento tutto per me si è capovolto…l’ambizione, i progetti, la competitività, un’amicizia, un compagno, i sogni, la certezza e la sicurezza di avere accanto a me il mioamico e compagno di una vita Beppe. Per il resto avete letto tutti sui giornali i risvolti. Un saluto ed un abbraccio vanno in primis alla dolcissima moglie Rossella Chiaf, al papà Luciano e alla mamma Carla, alle sorelle Beatrice Elisa Linda, allo zio Andrea (compagno di Beppe quando ancora era un alpinista “normale”), allo zio Pierangelo e allo zio Mario,con rispettive famiglie. Un abbraccio vorrei rivolgerlo anche a tutti quelli che almeno una volta si sono legati con Beppe, attraverso una corda, una chiaccherata o una suonata. Penultimo, ma non per importanza, all’amico Andrea Tocchini che anche lui, come molti di noi, ha perso il suo Maestro ed amico di nuove avventure e scalate. Una forte stretta di mano ,infine, vorrei rivolgerla a te Schueps (così lo chiamavo), come si fa tra capo e dipendente, da amico ad amico, da compagno a compagno….ciao Guerza

2 thoughts on “16 ottobre 2011…una data che mai dimenticherò per il resto della mia vita…La Prima Ripetizione di Atlantide accompagnerà questo ricordo

  1. Scusa per le immagini fuori fuoco: non avevo proprio capito come funziona la tua fotocamera.
    Sì, so che ci sono poche foto della parete.
    Ma magari, così, qualcuno è incuriosito proprio dalle poche info a ripetere “Atlantide”.
    Io aggiungo solo: roccia delicata solo su circa 1/5 di sviluppo dell’itinerario.

    Quanto a Beppe, non saprei che altro scrivere, oltre alle poche righe già caricate sul mio sito.
    Il cuore è già abbastanza pesante così.

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