Fosso dell’Eremo-Acqualagna Marche…….una sfalesiata inaspettata

He he… ecco il vantaggio di avere tanti amici….meglio se lavoratori trasfertisti come me….in questo caso dei due chi lavorava era Max Fogazzi.

Mi chiama martedi: “Ho visto che sei nelle Marche in vacanza…si scala li?”. Detto fatto, il Fosso dell’Eremo è considerata una delle più belle falesie delle Marche. Max, ovviamente accetta, presissimo dalla sua “teoria” che vuole scalare in tutti i posti possibili in cui si trova per lavoro………scusa neee, dico io, ma che ce l’hai solo tu sta teoria???!!!! Non è mai troppo tardi per scoprire l’acqua calda!!

Comunque, dopo un bel mercoledi sera in bici lungo il mare, puntiamo la sveglia alle 5.30 per l’indomani. Percorriamo 65km per arrivare al parcheggio, passando tra colline e canyon veramente incantevoli.

In pochi minuti a piedi raggiungiamo il settore centrale, il più grosso e vario dei 3 presenti. Facciamo molti tiri dal 6a al 7a, con i piedi a pochi cm dal torrente…..e per fortuna, perche il fortissimo vento portava aria bollente!!

Il sole illumina la falesia che son le 9 , è gia due ore che scaliamo, quindi ci spostiamo sul settore scuola (il settore grottone era anch’esso impiccato al sole). Li raggiungiamo anche il settore più alto che presenta tiri stupendi sul 6c+. 

La falesia è di calcare perfetto e va in ombra verso le 13. Tra l’altro è uscita in questi giorni la guida Versante Sud delle Marche, quindi chi fosse interessato consiglio di procurarsela. Le vie raggiungono l’8a di difficoltà, e ci sono tiri su placca, in strapiombo e su stupende canne da pinzare.

Anche in previsione di una minivacanza con furgone o camper, il parcheggio è ampissimo e comodamente in piano, con tanto di torrente per il bagno.

Consiglio consiglio consiglio a tutti di farci un salto, io e Max ci siam promessi di rifarci un salto.

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Come ogni anno…..giugno con le palle al sole!!!

Eh si….anche noi alpinisti abbiamo un lato, nascosto, da uomini medi….quelli che il grande JAx degli articolo 31 citava nella sua canzone “Italiano Medio”.

www.youtube.com/watch?v=mJJyvNJxx-s

Circondato da tette, culi e molti marmocchi, scruto l’orizzonte sognando pareti ed immaginando le loro vette….poi ricado sulla triste realtà mentre un’altro callo dei polpasterlli si leviga mentre scavo una buca nella sabbia con mio figlio. Ovviamente non triste perchè son con lui, ma perchè mi rendo conto che dopo tanti anni ho la stessa ossessione che mi perseguita…la montagna!!  Eh si che se dovessi sentire un’altro che prova le stesse sensazioni mentre si gode la vita da mare, lo manderei subito a cagare…..

Ok, mandatemi a cagare……………..

In teoria, dovrei riuscire a fare una capatina con Andrea Zambaldi (x l’anonimo non più anonimo: tranquillo, non è un compagno nuovo, ci conosciamo da 4-5 anni) in quel del Gran Sasso…..essendo a Pesaro e Urbino in vacanza.

Ringrazio il Bibo e il Comparini che hanno portato giu dal Salarno il resto del materiale di Fabio e Pippo usato per la salita invernale di Dr.Gore.

Vabbè dai, intanto mi studio le foto del prossimo progetto……se dovesse andare in porto, spero che per metà luglio possa scrivere un bel papiro su queste pagine.

Haluti a tuch

Guerza

Nel video qui sopra ammirate la nuova Guitar che mi son comprato….non suono come lui, ovvio, ma per i bivacchi del progettone farà da ottima compagnia!!!!!!

Tofana Di Rozes 1°Pilastro “Alverà”

Come al solito i progetti eran diversi…molto più ardui ed ambiziosi ma, componente un nuovo compagno e il meteo inizialmente non favorevole, siamo passati ad una via ben più pedalabile.

Con me, a sto giro, c’era Francesco, un ragazzo di 18 anni che scala da 2, ma con una buona capacità in fatto di scalata in montagna.

Dopo più di tre ore e mezza di auto, arriviamo al parcheggio del rif.Angelo Dibona…..obiettivo “Da pazzo vecchio pazzo”, aperta da M.DaPozzo e gradata 9+, spit lunghissimi e roccia super. Mi sento abbastanza in forma, nell’ultimo mese c’ho dato di ripetute sui 7b e 7c che ormai conosco da anni…..il fondo sulle dita c’è.

Arrivati in pochi minuti all’attacco, noto che nuvoloni neri si stanno addensando, poi guardo Francesco e capisco che forse ho sparato un pò troppo alto come prima uscita con lui. Optiamo, spero di comune accordo, per la via Alverà, classicona di 500mt sul 5+, molto più facile e veloce anche in caso di pioggia (l’altra via ci avrebbe costretti ad una ritirata).

Superiamo subito una cordata di 3 austriaci e vaghiamo sulle placche che seguono lo spigolo del pilastro. In meno di 4 ore scaliamo i 15-16 tiri della via, e tra uno spavento e l’altro riusciamo a prendere la cengia che ci riporta sul sentiero di discesa (ATTENZIONE!!!! la traccia che porta sulla cengia di ritorno è franata, si scala spesso a ritroso su sabbia instabile con blocchi rocciosi, il fix trovato su un masso manca di piastrina, in caso portatevi piastrina con dado per proteggere il traverso mooooolto pericoloso).