Nuova Via – Cima ’69- Via dell’Anniversario

Un anno….un anno di sofferenza, ricordi e domande….un anno in cui per me molto è cambiato…un anno dove i miei progetti ed ambizioni si sono frantumate…un anno, servito a farmi  abbandonare il mondo del ghiaccio e del misto, con tutto quello che ne consegue: la trilogia delle 3 nord in una stagione (l’anno scorso quest’obiettivo doveva iniziare la settimana successiva all’incidente), cascate impegnative,  ricerca di linee nuove di misto (la Concarena e la Corna Blacca ne avrebbero assai), le scorribande in giornata al Bianco…..etc…..

Un anno di tante parole spese a parlare di un amico, un fratello, un compagno…..convinti che chi ti sta a sentire non può comprendere quello che realmente provi.

Un anno, alla ricerca di essere il più possibile uguale a te, a quello che eri tu, a quello che hai cercato di insegnarmi.

Un anno, un fottuto anno che sembra un’eternità, nel quale mi stupisco e un po mi preoccupo per quanto ancora riesci a riempire la mia testa ed il mio cuore….

Un anno, è passato un anno dalla tua scomparsa e dalla mia prima ripetizione di Atlantide e contestualmente alla mia prima visita in Concarena…….ed un’anno è passato ancora per te, solo che stavolta non posso tirarti le orecchie per farti gli auguri…vecchio del ’69….la Cima che oggi conquisto è per te……CIMA ’69……e la via la dedico ancora di più a noi, a quello che siamo stati, ricondando quel giorno dove, seppur a centinaia di km uno dall’altro, ci stavamo certamente pensando…..Via “Dell’Anniversario”.

Solo oggi capisco il significato di chi, come me, ha usato questo nome per un proprio capolavoro. 

Ciao Beppe, sempre con me!!

Grazie a Paolo Dolcini, che come prima volta in apertura ha fatto bene il suo sporco e pesante lavoro…..e grazie anche al suo mitico Jimny, col quale siam riusciti a risparmiare altri 10min a piedi.

La via ha uno sviluppo di circa 230mt, divisa in 5 tiri. La si raggiunge dal sentiero che porta al paretone dei Gòlem e Fungo di Ladrinai. Arrivati a metà del primo vero e proprio ghiaione, il più complicato da attraversare appena dopo la zona boscosa, si punta a monte e, risalendolo a fatica, in circa 40min si raggiunge la parete. In discesa attenzione, blocchi instabili. I primi due tiri sono su roccia facile ma infida ed instabile su ciuffi di erba. Da L3 inizia la scalata entusiasmante su roccia super. Circa VI+ se si prende direttamente la placca improteggibile una volta scavalcato il camino. Più facile se si prosegue nel camino e si prende la rampa che da sx va in sosta. La placca è più spaventosa che difficile, buoni appoggi piatti per mani e piedi. L4,Ancora su placca e protezioni con buoni friends su fessure perfette. L5 corto, uscita a dx su spigolo esposto e friabile in uscita.Un in bocca al lupo a Fabio Deambrogio per la sua clavicola, e a Dario Sandrini per il suo piede….

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