CADARESE Trad Climbing

Una vita che non scrivo….una vita che non vado in montagna…..un ginocchio da riabilitare pian pianino……e intanto ne approfitto per postare qualche foto dell’uscita a Cadarese di circa due settimane fa con Renzo e Ralph……l’ultimo sole visto ultimamente.

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Alleluja son finite!!!!!! Buone cose a tutti……anzi buoni incastri a tutti!!!

Guerza

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Fosso dell’Eremo-Acqualagna Marche…….una sfalesiata inaspettata

He he… ecco il vantaggio di avere tanti amici….meglio se lavoratori trasfertisti come me….in questo caso dei due chi lavorava era Max Fogazzi.

Mi chiama martedi: “Ho visto che sei nelle Marche in vacanza…si scala li?”. Detto fatto, il Fosso dell’Eremo è considerata una delle più belle falesie delle Marche. Max, ovviamente accetta, presissimo dalla sua “teoria” che vuole scalare in tutti i posti possibili in cui si trova per lavoro………scusa neee, dico io, ma che ce l’hai solo tu sta teoria???!!!! Non è mai troppo tardi per scoprire l’acqua calda!!

Comunque, dopo un bel mercoledi sera in bici lungo il mare, puntiamo la sveglia alle 5.30 per l’indomani. Percorriamo 65km per arrivare al parcheggio, passando tra colline e canyon veramente incantevoli.

In pochi minuti a piedi raggiungiamo il settore centrale, il più grosso e vario dei 3 presenti. Facciamo molti tiri dal 6a al 7a, con i piedi a pochi cm dal torrente…..e per fortuna, perche il fortissimo vento portava aria bollente!!

Il sole illumina la falesia che son le 9 , è gia due ore che scaliamo, quindi ci spostiamo sul settore scuola (il settore grottone era anch’esso impiccato al sole). Li raggiungiamo anche il settore più alto che presenta tiri stupendi sul 6c+. 

La falesia è di calcare perfetto e va in ombra verso le 13. Tra l’altro è uscita in questi giorni la guida Versante Sud delle Marche, quindi chi fosse interessato consiglio di procurarsela. Le vie raggiungono l’8a di difficoltà, e ci sono tiri su placca, in strapiombo e su stupende canne da pinzare.

Anche in previsione di una minivacanza con furgone o camper, il parcheggio è ampissimo e comodamente in piano, con tanto di torrente per il bagno.

Consiglio consiglio consiglio a tutti di farci un salto, io e Max ci siam promessi di rifarci un salto.

Sabato Cornalba+Domenica Sengio Rosso=Addio Pelle!!!

Eh si, sempre peggio la situazione per noi alpinisti invernali. Le cascate son quelle che sono, o almeno certi tipi di cascata…il Monte Bianco permette qualche salita, ma purtroppo si deve rimandare causa temperature che sfiorano i -28°C…quindi non ci rimane che l’ormai classico ripiego della santa falesia.

Sabato mi incontro con Luca Gatti a Lovere, e ci dirigiamo verso Cornalba con una temperatura che si gira intorno ai -5°C al parcheggio. Lui cerca di chiudere la sua via di 8C+ ed io provo, con un discreto risultato, la storica via Apache di 8a. Ci raggiungono Tiziano e la moglie Marina, e tutto sommato passa una bella giornata tra t-shirt e piumini, ma alla fine senza risultati sostanziali in tasca.

Domenica invece, tanto per rigenerarmi la pelle delle dita, io, Beppe,Filippo e Alan, ci dirigiamo verso il falesione Sengio Rosso. qui non c’ero mai stato e devo dire che mi ha proprio affascinato. Belle blacche grige iper tecniche e muri rossi a buconi caratterizzano il tipo di scalata. Iniziamo ad arrampicare verso le 9 di mattina, facendo un non-stop di vie fino alle 16….in pratica polpastrelli andati!!

In compenso, martedi sera mi informano (o meglio, Dario mi informa) che è in ottime condizioni la Via Dei Camini in Blumone. Peccato averla gia salita, poteva essere un’ottima alternativa in attesa delle condizioni del Bianco.

PS. So che non centra nulla, ma trattandosi di montagna ci tengo a dire che ieri mattina a Milano ho speso 300Euro!!!!!!!!!di libri da un collezionista di antiquariato di libri di montagna. In questo mese sono a quota 400 Euro!!!!!!!!!!Ora capirete perchè vendo tutta quell’attrezzatura.

Noriglio Falesia no-big old-stile

E’ settimane ormai che il mondo alpinistico è in fermento per le prime bave di ghiaccio che sporcano le pareti del Daone e le valli alpine del nord Italia. Stranamente, come me, molti degli storici addetti ai lavori non sentono questa fregola tra le dita, e preferiscono continuare a scalare su roccia.

Ieri, dopo un veloce intervento di lavoro a Tione di Trento, io e Beppe C. ci siamo recati presso la calda e comoda falesia di Noriglio, in provincia di Rovereto.

La roccia, di primo acchitto, sembra friabile, a scaglie rovesce instabili….insomma una merda!! Ci siamo dovuti ricredere gia al primo tiro di 6a+, tutto infatti è stato perfettamente disgaggiato e e ripulito, e le vie sono veramente belle, con la sezione chiave dei tiri verso la fine.

Concateniamo 10 vie a testa nell’arco della giornata, salendo itinerari tra il 6c e il 7a, facendo tanta resistenza, dita e volume per la primavera quasi alle porte!!

Consiglio vivamente questa falesia a chi, come noi ieri, ha voglia di una giornata di relax in falesia, scalando tanti tiri senza mai strappare troppo i muscoli e i tendini. La parete è in pieno sud e , in questo periodo, si scala fino alle 16.10, poi si gela!!

Ne approfitto per augurare a tutti un 2011 di realizzazioni in montagna e falesia!!! wlf a tutti!!!

Lumignano…invernale sui Monti Berici

Ormai sto diventando uno zingaro delle falesie…                                                 Tanto giravo da ragazzino per rincorrere i monotiri sportivi che avevano, in un certo senso, fatto storia, tanto mi son messo, in questo periodo di inattività alpinistica, a  rincorrere le falesie un tempo frequentate dai miei miti.

Lumignano, ha per me un significato più profondo rispetto magari ad altri siti che fino ad oggi ho visitato: le sue vie erano infatti da preparazione alle grandi salite della Marmolada per i fortissimi Mariacher e Dal Pra.

Arriviamo in paese che sono le 10.30, e dopo una veloce colazione, io, Beppe C. , Tiziano e Marina iniziamo il breve avvicinamento a piedi pestando uno spesso strato di neve che ci ha accompagnati fin da Brescia (pure in autostrada), con temperatura intorno ai -8°C!!!!

La falesia è piena di stalattiti di ghiaccio e neve, nei buchi e sulle placche, ma bastano pochi minuti di intenso e caldo sole, che tutto va in condizioni ottimali…scaliamo in maglietta!!

L’affluenza di gente, per lo più local, è notevole e la bellezza delle vie conferma e giustifica la difficoltà nel trovare un bel tiro libero da cordate.

Ci scaldiamo su numerosi 6a, 6b e 6c, con movimenti che ricordano molto le vie sportive o estreme della Regina. Ci mettiamo in coda ,io e Tiziano, per provare la famosissima “El Somaro”, 8a mitico liberato da Manolo e Guerrini. Questa via è stata una pietra miliare dell’arrampicata sportiva primi anni ’80, e la prima libera femminile arriva solo nel’91, dalla local Paola Padovan, perita due anni dopo per una manovra di corda. Quest’anno, il mostro Ondra ha effettuato la prima on-sight, ovviamente!!

E’ il mio turno, e salgo concentrato e allo stesso tempo teso i pochi appigli e appoggi lucidi dalle ripetizioni degli ultimi 30 anni. Arrivo in catena, dopo aver effettuato diversi resting e aver assimilato suggerimenti sulla risoluzione del duro passo chiave dai local, che subito scalpito per trovare un buco tra la coda di climber per riprovarla.

Niente da fare, l’accanimento dei local, come i cani che fanno pipì alla base dell’albero di casa, non ci lasciano spazio ad un successivo tentativo, cosicchè troviamo ispirazione da un altro mito della falesia: “Atomic Cafè”, 8a boulder di 5 spit che si svolge sotto una volta strapiombante, tra canne e buchi. Io e Tiziano ci facciamo un paio di giri, mentre un ragazzino local, pocopiù che quindicenne, ci dà consigli sulle posizioni da assumere con i suoi 130cm di altezza…morale, facciamo a modo nostro.

Nel frattempo arriva l’ombra, e le canotte vengono sostituite dai piumini. L’aderenza va a zero, ma teniamo duro. Tiziano si apre un dito in un buco, io mi scazzo subito, ma faccio comunque il mio giretto superfluo.

Riempiti gli zaini scendiamo il ghiacciato sentiero. Accesa l’auto e partiti verso casa, i discorsoni variano e dilagano nei meandri dell’etica che differenzia i falesisti dagli alpinisti, senza ovviamente arrivare a nessuna conclusione. Ma forse proprio quì sta il bello di frequentare questi posti, colmi di storia, e queste persone, in questo caso Tiziano e Marina, che nonostante non vivano le emozioni che l’ambiente alpino ti regala, ma che ti può far pagare anche sulla piu banale via classica, ascoltano e ti chiedono incuriositi delucidazioni, su una disciplina che tanto è simile quanto diversa da quella sportiva. E’ un peccato che non tutti, per lo meno a Brescia, la pensino e la vedano così…siamo tutti accomunati da una realtà ben diversa dal mondo che ci circonda, ovvero IL VERTICALE.

Ps.info: Il Bioffa, artefice delle impostazioni di questo blog, mi ha mandato una mail informandomi delle ottime condizioni di ghiaccio della Val Saviore!! Anche il Cecco Prati mi informa che la Val di Brenta e la Val Daone cominciano ad avere numerose cascate salibili, tra cui lo Scozzese quasi in condizioni ottimali.