Civetta – Diedro Philipp Flamm …….. una storia infinita degna di una parete infinita

Poche parole…….tanta amarezza ma molta determinazione……

Per la seconda volta , a distanza di un anno, io e Sandro veniamo respinti ad oltre metà via a causa delle colate di acqua che ci rallentano la salita. In circa 5 ore eravamo gia al traverso di 6+ dopo aver fatto alcuni tiri sotto fastidiosi stillicidi di acqua……i tiri di 5 ci sembravano di 7 avendo i piedi spalmati sul muschio bagnato!!

Questa via, questa parete, che mai avevo considerato e che mai mi aveva attratto, ora mi si svela come è realmente….. la Parete delle Pareti, dove non basta una giornata di sole o essere molto allenati per accaparrarsi la vetta.

Mentre ripercorrevamo il sentiero di ritorno il mio sguardo si è soffermato sulle nere placche della vicina Capitain Sky Hook…….”Sarebbe bello” dico a Sandro “tentarla l’anno prossimo belli allenati “…… un sorriso ci scappa dalle labbra rinsecchite, ed entrambi ritorniamo sulla triste realtà della seconda sconfitta!

NE APPROFITTO PER GIRARE L’INVITO A TUTTI VOI…….CREDO SIA UN’OTTIMA OCCASIONE PER APRIRE GLI OCCHI E LE MANI VERSO UNO DEI TANTI ASPETTI DELLA VITA:

arrowNewsarrowScaliamoci, testimonianze in cordata di alpinisti e persone con sclerosi multipla

Giovedì 20 settembre, alle ore 20,30, presso l'Auditorium S. Barnaba, in Piazzetta Arturo Benedetti Michelangeli a Brescia, si terrà una serata convegno fra appassionati scalatori della vita: testimonianze in cordata di alpinisti e persone con sclerosi multipla.

Giovedì 20 settembre, alle ore 20,30, presso l’Auditorium S. Barnaba, in Piazzetta Arturo Benedetti Michelangeli a Brescia, si terrà una serata convegno fra appassionati scalatori della vita: testimonianze in cordata di alpinisti e persone con sclerosi multipla.
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Scaliamoci, testimonianze in cordata di alpinisti e persone con sclerosi multipla

03.09.2012 di Claudio Inselvini

Giovedì 20 settembre, alle ore 20,30, presso l’Auditorium S. Barnaba, in Piazzetta Arturo Benedetti Michelangeli a Brescia, si terrà una serata convegno fra appassionati scalatori della vita: testimonianze in cordata di alpinisti e persone con sclerosi multipla. Testimonianze di Claudio Inselvini, Sandro De Toni, Giacomo Stefani, Gianluigi Colleoni, Manuela Bertolino, Gloria Cavalleri, Roberta Amadeo. L’ingresso è libero.

Di cosa si parla. Difficile dirlo. Difficile farlo con parole che non scadano nel retorico o nel banale. Più efficaci sarebbero le immagini o forse i colori. O chissà forse la musica. Si dovrebbe esser davvero bravi per potere, attraverso un foglio, trasmettere l’energia, l’energia che si muove qui nella sede dell’AISM, l’energia che si percepisce, l’energia che avvolge cose e persone, l’energia che ha colpito me e spero colpirà anche voi. E di questo parleremo giovedì 20 settembre. Dell’energia.

Una persona con sclerosi multipla è una persona che ha davanti a sé una parete da scalare, una parete impegnativa, la cui vetta è una qualità di vita il più accettabile possibile, una vita viva. Per fare questo è necessario che la persona stessa si percepisca non come un malato, ma come un essere umano che decide dove vuole arrivare ed anche come vuole arrivarci. Questi uomini, queste donne, si prefiggono una meta ambiziosa e come uno scalatore di fronte alla parete, per riuscire nell’intento devono moltiplicare le loro energie, mettere in gioco la loro forza e fare leva sulla costanza nel superamento delle difficoltà. Il parallelismo fra i due mondi, alpinismo e sclerosi multipla potrebbe forse sembrare un po’ azzardato, ma dietro a questa voluta provocazione esiste una forte similitudine di spinte interiori, di idee, di energie.

Di questo, dicevo, parleremo, e lo faremo con immagini e racconti di montagna e di vita. Toccheremo temi come l’ignoto, la qualità dell’esperienza, la relazione fra gli individui, l’amore. Abbiamo formato un gruppo per parlare di queste cose, per condividere il nostro sentire e siamo stasera, con orgoglio, tutti membri dell’ AISM : Associazione Italiana Scalatori di Montagne.

Il mio personale pensiero, e quello che mi ha fatto raccogliere la ‘sfida’ di organizzare questo incontro, è quello che gli scalatori, proprio perché si muovono in ambienti che richiedono spesso sacrificio, forte motivazione e che vivono situazioni di estrema condivisione (con il compagno di cordata o con i compagni di spedizione ad esempio), possano anche in virtù di queste esperienze, mettere quello che hanno, ovvero la loro forza interiore, le loro belle immagini, l’idea che l’immaginario collettivo ha di loro (spesso per altro molto più romantica della realtà), i loro canali multimediali, dicevo, possano mettere queste cose al servizio di ambiti che possono beneficiare di queste ‘qualità’.

Certo è più immediato come pensiero e lo fanno benissimo molto amici quello di impegnarsi per i popoli che vivono in povertà in Asia o in sud America, che abitano queste terre dove noi ci immergiamo per scalare, tuttavia io credo che possiamo dare anche altro e forse anche molto, collaborando ad idee come quella di ‘scaliamoci’, cercando cioè di essere non protagonisti ma supporter, magari organizzatori, richiamando attenzione per poi restare un po’ disparte e fare sì che i veri protagonisti siano altri, altri che, sinceramente, più di noi meritano di essere conosciuti ed apprezzati.

Io non immaginavo prima che si costituisse il gruppo di lavoro di ‘scaliamoci’ che avrei conosciuto persone tanto belle e tanto ricche di umanità e di forza.
In questa serata, in questo incontro, le immagini ed i racconti di montagna vogliono infatti fungere da metafora, da aiuto, per chi ascolta, nella comprensione della vita, della forza e della dignità delle persone con sclerosi multipla. Noi vogliamo quindi in questo incontro essere oggetto, essere il telo bianco su cui le parole e le immagini di altri possano meglio risaltare.

Quindi essere non ‘protagonisti’, ma ‘al servizio’. E’ un terreno minato, lo so, le critiche sono facili e la possibilità di non esser capiti è forte. Noi facciamo del nostro meglio, ci proviamo, al meglio ripeto delle nostre possibilità. Con determinazione ma soprattutto con rispetto.

Claudio Inselvi

PROGRAMMA

Introduzione a cura di Roberta Amadeo (http://gipar.altervista.org/amadeo.html)

Prima testimonianza: L’ignoto
– Paura dell’ignoto paura di fallire, paura di fallire verso se stessi, paura di deludere, paura di non essere all’altezza delle aspettative degli altri, paura di non essere all’altezza del compito che ci si è proposti
– dipendenza della riuscita da fattori esterni non governabili, scelta di mettersi in gioco, percorso con difficoltà, vetta , carichi psicologici, carichi fisici
– difficoltà delle cose quotidiane, paura di non riuscire, paura della sedia a rotelle come punto di non ritorno e non vita
Scalatori: Claudio Inselvini
AISM : Manuela Bertolino

Seconda Testimonianza: La qualità del durante
– La scalata come viaggio, come rappresentazione della vita, viaggio denso di impegno ma soprattutto di bellezza
– qualità delle esperienze vissute nonostante e soprattutto anche alla presenza delle difficoltà,
– la qualità al di là dell’obiettivo, anzi la qualità come obiettivo
Scalatori: Sandro De Toni
AISM: Gloria Cavalleri

Terza Testimonianza: La cordata
– La cordata come nucleo dove ognuno collabora intensamente e fattivamente secondo le sue caratteristiche per la riuscita della scalata
– L’impegno positivo di ognuno come responsabilità verso se stessi e verso gli altri
– L’associazione come la cordata ovvero il luogo dove il singolo si impegna alla riuscita e condivide piaceri e difficoltà
Scalatori: Giacomo Stefani
AISM: Gianluigi Colleoni

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http://www.planetmountain.com
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Torre Venezia “Ettore Castiglioni-Giorgio Kahn” Parete Ovest

Eccoci ancora in zona Civetta…o meglio eccomi ancora in zona Civetta in quanto solo 2 settimane fa mi trovavo sulla Philipp Flamm col Sandro, non conclusa a causa dei camini bagnati e cascate di acqua e sassi continui…caso vuole che dopo 2 giorni sento il fattaccio sul Pelmo. Ma tantè, tanto rimane sempre la (sperom), e così catto su il mio testimone di matrimonio Andrea Com e lo porto forzatamente a scalare in montagna, dato che è 20 anni che lo sento raccontare della sua IMPRESA sul Dente del Gigante al Bianco e da li ha avuto solo sporadici assaggini qua e la, sempre col sottoscritto, in zona Brenta e Adamello.
Per questo sabato la meteo annuncia temporali e arrivo di precipitazioni per le 16 del pomeriggio, ma la zona di Alleghe sembra la meno peggio delle Dolomiti. Così alle 4 di mattina partiamo da Brescia Ovest e ci precipitiamo verso Moena, Passo San Pellegrino e Rif. Trieste…( alla fine ci è sembrata la strada piu veloce dato che al ritorno abbiamo percorso l’autostrada di Belluno).
Il Com è super teso, è un po che non scala, un po che non va in montagna e un po che non tromba probabilmente….fatto sta che opto pert una tranquilla via classica, giusto per passare una bella giornata con un amico e magari scalare pure una bella parete e una bella via. La via in oggetto mi sembrava la più appropriata al caso, cosi inforcate le scarpette parto per la PROGRESSIONE!!!
Tralascio le mie emozioni ma ci tengo a ricordare quelle del Com. Al secondo traverso comincia a chiedersi come ho fatto a convincerlo ancora una volta a portarlo in parete. A metà via incontra due coetanei che ci precedono e da li si tranquillizza almeno fino al penultimo tiro, quando forti tuoni e nuvoloni binco neri avvolgono la zona. Di corsa e dico di corsa scappiamo verso l’alto, senza però evitare la bella e più dura variante del camino a sx. Quindi raggiunta la terrazza la percorro verso dx e risalgo il diedrone fessurato fino al cengione e poi in vetta.
Discesa rognosa ma tipica della zona, birra, fighe e baita.
Haluti a tuch!!!