Tofana Di Rozes 1°Pilastro “Alverà”

Come al solito i progetti eran diversi…molto più ardui ed ambiziosi ma, componente un nuovo compagno e il meteo inizialmente non favorevole, siamo passati ad una via ben più pedalabile.

Con me, a sto giro, c’era Francesco, un ragazzo di 18 anni che scala da 2, ma con una buona capacità in fatto di scalata in montagna.

Dopo più di tre ore e mezza di auto, arriviamo al parcheggio del rif.Angelo Dibona…..obiettivo “Da pazzo vecchio pazzo”, aperta da M.DaPozzo e gradata 9+, spit lunghissimi e roccia super. Mi sento abbastanza in forma, nell’ultimo mese c’ho dato di ripetute sui 7b e 7c che ormai conosco da anni…..il fondo sulle dita c’è.

Arrivati in pochi minuti all’attacco, noto che nuvoloni neri si stanno addensando, poi guardo Francesco e capisco che forse ho sparato un pò troppo alto come prima uscita con lui. Optiamo, spero di comune accordo, per la via Alverà, classicona di 500mt sul 5+, molto più facile e veloce anche in caso di pioggia (l’altra via ci avrebbe costretti ad una ritirata).

Superiamo subito una cordata di 3 austriaci e vaghiamo sulle placche che seguono lo spigolo del pilastro. In meno di 4 ore scaliamo i 15-16 tiri della via, e tra uno spavento e l’altro riusciamo a prendere la cengia che ci riporta sul sentiero di discesa (ATTENZIONE!!!! la traccia che porta sulla cengia di ritorno è franata, si scala spesso a ritroso su sabbia instabile con blocchi rocciosi, il fix trovato su un masso manca di piastrina, in caso portatevi piastrina con dado per proteggere il traverso mooooolto pericoloso).