Tredenus – Via Federico Giovanni Kurz

In ritardo ma ci sono arrivato…a scrivere l’articolo.

Beh, che dire…..in Tredenus non c’ero mai stato, un po perchè non mi ha mai attirato ed un po perchè il buon vecchio Beppe me l’ha sempre svalutato. Tanto avvicinamento e vie corte…..lichenose per di più.

Vabbè, ci sono andato domenica con Sandro ed abbiamo ripetuto la seconda via aperta dalla cordata Battaini-Chiaf: la Kurz. Linea fantastica, super eleganza con difficoltà classiche, massimo VI+. MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE:

-regola numero 1…..vestirsi in base al meteo previsto

-regola numero 2……non bere più di un litro di birra prima di preparare l’attrezzatura per la scalata dell’indomani

-regola numero 3……la canotta non tiene caldo in caso di neve!!!

Ebbene, dimentico pile, guanti e cuffia nonostante sia previsto lo 0 termico a 2800mt e dalle 15 danno deboli precipitazioni.

Ci spingiamo con l’auto lungo la sterrata che continua dal Rif.Volano ma non senza imprevisti. Prima di impantanarmi tra massi e fango, riesco in una retro da brivido con giro di auto su tornante e parcheggio sotto alberi….mica male, penso.

Attacchiamo la via che ci saranno -2 gradi…..il mio vestiario è composto da canotta, spoloverino e cappello, ah con pantaloni di cotone! Fa freddo di brutto, ma tantè che si scala, facendo il primo tiro con le scarpe da ginnastica per non traumatizzare i miei poveri piedi.

Saliamo rapidi, ma all’ultima lunghezza il maltempo ci sopraggiunge e ,prima una leggera grandinata, poi una fitta bufera  di neve, ci fanno schizzare in vetta e fiondare in doppia grazie alle soste a fixe della vicina via sportiva.

Arriviamo all’auto fradici, ma le sorprese non son finite qui…..batteria a terra!!! Per fortuna avevo girato l’auto, ed in due colpi si riparte. Confermiamo l’effettivo problema dopo che, avendo fatto sosta al bar, il buon Sandro pucia l’auto in statale per farla ripartire.

Poi vabbè, solite cose, 2 ore di coda sul lago d’Iseo e poi finalmente a casa.

Lascio di seguito chicca bresciana…

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